Ksenja Laginja (Genova, 1981)

Ksenja Laginja (Genova, 1981), alterna alla sua attività letteraria una ricerca sull'illustrazione e le sue sperimentazioni. 
Nel 2005 ha esordito con la sua prima silloge poetica “Smokers die younger”per Annexia edizioni
Finalista al Premio “Ossi di Seppia” (XX edizione) e “Il giardino di Babuk – Proust en Italie” (II edizione) è redattrice di NiedernGasse, Bibbia d’Asfalto e collabora con Words Social Forum
I suoi testi sono presenti su antologie poetiche, blog e riviste letterarie, a cui affianca un'intensa attività di reading. 
Nel 2015 ha pubblicato la silloge “Praticare la notte” con Ladolfi Editore
Nel 2016 è stata selezionata per il progetto "ZENIT POESIA - Progetto 4x10<40” promosso dalla casa editrice La Vita Felice.  

Alcune poesie:


La madre prese con sé ogni responsabilità
insieme ai pantaloni accuratamente piegati
le camicie e ogni cravatta, anche quelle della domenica
e si sedette a palmi aperti sul letto
pregando l'unico dio che le era rimasto.
Non ebbe alcuna risposta, se non quella
di prendere ogni cosa sopracitata
aprire la finestra e rovesciare tutto
sopra i vicini del piano terra.
Quella primavera l'aveva tradita
così il padrone di casa, lo sfratto sul comodino
e le piante grasse sul terrazzo
che avevano deciso, in comune accordo

di morire alla stessa ora.

*
Basta raccogliere tutto, ogni singolo dettaglio
stiparlo per bene, strizzare, incastrare
sovrapporre i pezzi, in doppia o tripla fila
sospendere nel vuoto ciò che non vi entra
escludere le parti necessarie, preservarle
trattenere il fiato nel silenzio dell’innesco
e assorbire l’impossibile, nella durata dello schiocco
quel primo scricchiolare d’anima che si annuncia.

*
Ho sognato di appiccare un incendio
per ricostruire dal nulla la casa,
di scavare a mani nude nelle fondamenta
estirpare l'eccesso, preparare il terreno
e inghiottire radici come frutti.

Le fiamme parlano una lingua segreta
come una magia appena sussurrata
e non esiste oceano o tempesta
che possa svelare questo universo.

Ho sognato di appiccare un incendio
e calibrare la precisione delle esplosioni,
ma ero io l'incendio, e nulla poteva spegnermi
o farmi rientrare, per salvare la casa
le sue fondamenta e quel ventre.